Monna Giovannella - Organic Farm

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Pacciamatura

di Bettina Legler
11 Aprile 2017

Da diverso tempo stavo pensando a cosa fare di un pezzo di terra vicino all’orto che è purtroppo rimasto incolto per un po’. Ho deciso, che data la prossimità alle nostre piante di verdura, una collezione di piante aromatiche ci stesse proprio bene.

Come detto però si tratta di un terreno che è rimasto incolto a lungo, che comporta il rischio che malerbe possano finire col soffocare le aromatiche.

Ho deciso di ricorrere alla tecnica della pacciamatura per evitare il problema. La pacciamatura consiste nel coprire il terreno intorno alle piantine, così che le eventuali erbacce non abbiano luce per crescere. Inoltre la pacciamatura permette al terreno di trattenere l’umidità più a lungo mantenendo quindi un terreno favorevole alla crescita delle piante e riducendo il consumo di acqua per l’annaffiatura.

I grandi orti che producono verdura o frutta per la grande distribuzione, che hanno per in cui l’esigenza di vendere prodotti puliti (come per esempio le fragole), fanno grande uso della pacciamatura. In questo caso la pacciamatura viene svolta con grandi teli di plastica neri, o con teli di tessuto non tessuto, sui quali vengono praticate delle incisioni a croce in corrispondenza di dove verrà poi sistemata la piantina. Il principale aspetto negativo di questo metodo, e motivo principale per cui l’ho scartato, è che il materiale utilizzato non è biodegradabile, è un agente esterno se volete, che a mio parere non si addice alla nostra fattoria.

L’alternativa naturale prevede l’utilizzo di paglia o foglie secche, al posto di teli di plastica per proteggere il terreno. In quanto coltivatori di grano, la paglia a Monna Giovannella non manca mai, e mi è sembrata perciò la scelta migliore.

Ho preparato la striscia di terra lavorando il terreno così da non avere zolle troppo pesanti, e così che il terreno risultasse leggero e ben areato agevolando la crescita delle radici delle mie piantine nuove. Ho poi piantato le aromatiche e annaffiato bene il tutto. Dopo di che ho coperto la terra con uno strato piuttosto spesso di paglia facendo attenzione a non lasciare zone scoperte.

L’utilizzo di paglia e materiali naturali, oltre che essere un ottimo isolate e ridurre l’evaporazione di acqua dal terreno umido, fa sì che nella fase di decomposizione questi materiali apportino sostanze nutritive e fibre per il terreno e i suoi organismi. La controindicazione però è che quando la pacciamatura è asciutta il vento può finire con lo spostare la paglia, ma si tratta comunque di un problema facilmente risolvibile con un po’ di attenzione.

Corteccia di pino e lapillo (frammenti di lava) sono altri materiali utilizzati per la pacciamatura, scelti spesso per ragioni estetiche.




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